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All'inizio degli anni '90, nei negozi di giochi arrivò una serie di prodotti ambientati in un universo che fondeva fantascienza, horror e misticismo. In questo mondo, soldati equipaggiati con armature potenti e armi devastanti si affrontavano contro entità demoniache provenienti da dimensioni sconosciute. Inquisitori e mistici contrastavano l'eresia dilagante, mentre le macchine pensanti erano state eliminate e la tecnologia era associata alla corruzione e a paure ancestrali.
Forse penserete subito a Warhammer 40000, una delle
ambientazioni più celebri e tuttora di grande successo, ma questa volta vi
sbagliate. Parleremo invece di un'altra saga dove, al posto dell’Imperatore,
c’era il Cardinale; invece dei corvi sanguinari, i Blood Berets; e al posto
delle creature del caos, l’Oscura Legione!
I suoi creatori compresero che era necessario dar vita a un
brand capace di unire giochi di ruolo, miniature, giochi da tavolo, carte,
fumetti, videogiochi e persino film. Si tratta di Mutant Chronicles, un marchio
che, pur avendo rivaleggiato con Warhammer e perso la competizione, ha lasciato
un messaggio che ancora oggi resiste.
Per capire come tutto ebbe inizio, dobbiamo risalire al
1982, quando la casa editrice svedese Adventure Games creò il suo primo gioco
di ruolo, "Drakar och Demoner". Il regolamento venne sviluppato per
offrire una versione accessibile di Dungeons and Dragons, in quanto
quest'ultimo non era ancora stato tradotto in Svedese.
È interessante notare che un altro gioco di ruolo nascerà in
Italia per motivazioni analoghe, ma di questo parleremo in un'altra occasione.
Drakar och Demoner verrà pubblicato per molti anni, cambiando spesso
regolamento e nome, fino ad arrivare ai giorni nostri come Dragonbane. Nel
frattempo, nel 1983, negli Stati Uniti usciva la seconda edizione di Gamma
World, un gioco della TSR ambientato in un futuro post-apocalittico popolato da
mutanti ed eccentrici eroi impegnati nella sopravvivenza. Questo nuovo filone
attirò Adventure Games, che nel frattempo era diventata Target Games; tale
interesse spinse Gunilla Jonsson e Michael Petersén a scrivere la loro
personale interpretazione del genere in Mutant.
Nel giro di pochi anni, il mercato dei giochi di ruolo ha
registrato una crescita esponenziale, favorendo l’emergere di nuovi generi. Nel
1988 viene pubblicato Cyberpunk 2020, considerato uno dei capostipiti del
genere. Un altro titolo fondamentale è Shadowrun (1989), che integra elementi
fantasy nell’universo cyberpunk, ispirandosi all’immaginario creato da Philip
K. Dick e collaboratori.
L’influenza di questi lavori è evidente: gli autori di
Mutant attingono pesantemente da tali fonti per creare New Mutant (1989). Già
qualche anno prima, la prima edizione di Warhammer 40,000 – Rogue Trader (1987)
aveva spostato l’attenzione verso lo spazio profondo e il gioco tattico,
evidenziando la necessità di prodotti che riflettessero questa nuova estetica.
Parallelamente alla fantascienza, stava emergendo un nuovo
filone legato all’estetica dark e gotica, rappresentato da Vampiri: The
Masquerade, un titolo che avrebbe influenzato profondamente una generazione di
giocatori. In quest’ambito si inserisce anche Kult (1991), pubblicato da Target
Games, che concentra il proprio focus sul soprannaturale, l’esoterismo e
un’estetica urbana decadente e cupa. Questo approccio riflette il clima
culturale degli anni Novanta, segnato anche dall’uscita de Il Corvo, film che
attinge ampiamente all’immaginario goth e dark.
Mutant necessitava di un elemento oscuro e decadente, che fu
aggiunto integrando alcune entità, come i Razide, nell'universo del gioco,
seguendo l'esempio di Warhammer 40000. Questa decisione condusse alla creazione
di Mutant R.Y.M.D nel 1992.
La vita di questo gioco fù brevissima, forse era chiaro che
bisognava creare un vero e proprio brand, un titolo che potesse inglobare più
media per poter rivaleggiare con i prodotti inglesi e americani.
La scelta portò alla nascita, nel 1993, di Mutant Chronicles
che partì col botto facendo uscire ben quattro giochi in un anno!
Uscirono rispettivamente: Mutant Chronicles: il
gioco di ruolo, Fury of the Clansmen, Blood Berets e Siege of
the Citadel.
Di questi titoli, ben tre erano giochi da tavolo;
probabilmente un chiaro messaggio al concorrente Games Workshop? Certamente,
tanto che molte delle illustrazioni vennero commissionate a Paul Bonner uno
degli illustratori di Warhammer 40000.
La mossa commerciale non bastò, un altro concorrente stava
per sconvolgere il mondo dei giochi da tavolo, nel 1993 uscì un gioco di carte
avrebbe cambiato l’intero mercato: Magic the Gathering!
E’ facile immaginare lo scompenso dei produttori della
Target games, tutto lo sforzo profuso nel progetto sarebbe andato in fumo;
tuttavia il team non si sarebbe scoraggiato.
Difatti nel 1994 a
opera di Bryan Winter uscì Doomtrooper, il gioco di carte collezionabili
ambientato nel mondo di Mutan Chronicles.
E’ da notare che tutti questi titoli avevano una spiccata componente
grafica, principalmente grazie alla mano del già citato Paul Bonner e del
nostrano Paolo Parente.
Se fino a qual momento l’ambientazione presentava
incongruenze e divergenze, fù con l’uscita del gioco di carte e dei moduli
dedicati alle corporazioni che vennero eliminate e si rese l’ambientazione più
solida.
Con l’uscita del gioco di carte l’universo di Mutant Chonicles
divenne più coerente, sotto il punto di vista grafico divenne più coerente e
l’ambientazione venne resa più solida; difatti all’uscita di Mutant R.Y.M.D
erano presenti incongruenze e molte ingenuità.
Oltre alla grafica, fu fondamentale promuovere e distribuire
il prodotto in maniera capillare, soprattutto in Italia. All’epoca, i negozi
specializzati erano presenti solo nelle grandi città, mentre nelle province si
trovavano solamente negozi di giocattoli. I punti vendita in franchising, come
Games Workshop, sarebbero arrivati più tardi.
La distribuzione e la traduzione dei prodotti Target Games
venne gestita dalla Hobby & Work, una società che si occupava della vendita
di collezioni in fascicoli tramite il circuito distributivo delle edicole.
Questa mossa si rivelò vincente, si potevano raggiungere
tantissimi utenti sparsi in tutta la penisola; la società fece uscire diverse pubblicazioni
riguardanti tutti i prodotti Target Games.
Nel 1995 uscirono il gioco di schermaglie Warzone e il
videogame Mutant Chronicles – Doom Troopers per Sega Megadrive e Super
Nintendo.
La multimedialità del brand continuò nel 1996 con tre
romanzi (Luna City, Frenetik e Dementia)
e una serie di fumetti intitolata Golgotha.
Invece l’anno successivo si provò a creare un ulteriore
gioco di carte collezionabile intitolato Dark Eden, ambientato sulla
terra dominata da tribù di mutanti.
Qui si torna alle origini riportando in auge le atmosfere di
Mutant, sembrerebbe che la casa editrice voglia chiudere il cerchio tornando
all’inizio del franchise.
In tutto questo il gioco di carte Doomtrooper continuo a
sfornare espansioni fino a giungere all’ultima collegata a Dark Eden; si tratta
di Paradise Lost.
Purtroppo l’ultimo prodotto targato “Target Games” è la
seconda edizione di Warzone, l’azienda chiuderà i battenti nel 1999
scorporandosi e disperdendo la propria proprietà intellettuale.
Qui finisce la prima parte della nostra storia, spero a
breve di riuscire a scrivere il resto e la conclusione (per ora) di questa
travagliata impresa.
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