martedì 1 settembre 2026

Storia del copia e incolla di Mutant Chronicles (parte 1 di 2)

(immagine disponibile si Internet, di proprietà dei rispettivi detentori dei diritti) 

All'inizio degli anni '90, nei negozi di giochi arrivò una serie di prodotti ambientati in un universo che fondeva fantascienza, horror e misticismo. In questo mondo, soldati equipaggiati con armature potenti e armi devastanti si affrontavano contro entità demoniache provenienti da dimensioni sconosciute. Inquisitori e mistici contrastavano l'eresia dilagante, mentre le macchine pensanti erano state eliminate e la tecnologia era associata alla corruzione e a paure ancestrali.

Forse penserete subito a Warhammer 40000, una delle ambientazioni più celebri e tuttora di grande successo, ma questa volta vi sbagliate. Parleremo invece di un'altra saga dove, al posto dell’Imperatore, c’era il Cardinale; invece dei corvi sanguinari, i Blood Berets; e al posto delle creature del caos, l’Oscura Legione!

I suoi creatori compresero che era necessario dar vita a un brand capace di unire giochi di ruolo, miniature, giochi da tavolo, carte, fumetti, videogiochi e persino film. Si tratta di Mutant Chronicles, un marchio che, pur avendo rivaleggiato con Warhammer e perso la competizione, ha lasciato un messaggio che ancora oggi resiste.

Per capire come tutto ebbe inizio, dobbiamo risalire al 1982, quando la casa editrice svedese Adventure Games creò il suo primo gioco di ruolo, "Drakar och Demoner". Il regolamento venne sviluppato per offrire una versione accessibile di Dungeons and Dragons, in quanto quest'ultimo non era ancora stato tradotto in Svedese.

È interessante notare che un altro gioco di ruolo nascerà in Italia per motivazioni analoghe, ma di questo parleremo in un'altra occasione. Drakar och Demoner verrà pubblicato per molti anni, cambiando spesso regolamento e nome, fino ad arrivare ai giorni nostri come Dragonbane. Nel frattempo, nel 1983, negli Stati Uniti usciva la seconda edizione di Gamma World, un gioco della TSR ambientato in un futuro post-apocalittico popolato da mutanti ed eccentrici eroi impegnati nella sopravvivenza. Questo nuovo filone attirò Adventure Games, che nel frattempo era diventata Target Games; tale interesse spinse Gunilla Jonsson e Michael Petersén a scrivere la loro personale interpretazione del genere in Mutant.

Nel giro di pochi anni, il mercato dei giochi di ruolo ha registrato una crescita esponenziale, favorendo l’emergere di nuovi generi. Nel 1988 viene pubblicato Cyberpunk 2020, considerato uno dei capostipiti del genere. Un altro titolo fondamentale è Shadowrun (1989), che integra elementi fantasy nell’universo cyberpunk, ispirandosi all’immaginario creato da Philip K. Dick e collaboratori.

L’influenza di questi lavori è evidente: gli autori di Mutant attingono pesantemente da tali fonti per creare New Mutant (1989). Già qualche anno prima, la prima edizione di Warhammer 40,000 – Rogue Trader (1987) aveva spostato l’attenzione verso lo spazio profondo e il gioco tattico, evidenziando la necessità di prodotti che riflettessero questa nuova estetica.

Parallelamente alla fantascienza, stava emergendo un nuovo filone legato all’estetica dark e gotica, rappresentato da Vampiri: The Masquerade, un titolo che avrebbe influenzato profondamente una generazione di giocatori. In quest’ambito si inserisce anche Kult (1991), pubblicato da Target Games, che concentra il proprio focus sul soprannaturale, l’esoterismo e un’estetica urbana decadente e cupa. Questo approccio riflette il clima culturale degli anni Novanta, segnato anche dall’uscita de Il Corvo, film che attinge ampiamente all’immaginario goth e dark.

Mutant necessitava di un elemento oscuro e decadente, che fu aggiunto integrando alcune entità, come i Razide, nell'universo del gioco, seguendo l'esempio di Warhammer 40000. Questa decisione condusse alla creazione di Mutant R.Y.M.D nel 1992.

La vita di questo gioco fù brevissima, forse era chiaro che bisognava creare un vero e proprio brand, un titolo che potesse inglobare più media per poter rivaleggiare con i prodotti inglesi e americani.

La scelta portò alla nascita, nel 1993, di Mutant Chronicles che partì col botto facendo uscire ben quattro giochi in un anno!

Uscirono rispettivamente: Mutant Chronicles: il gioco di ruolo, Fury of the Clansmen, Blood Berets e Siege of the Citadel.

Di questi titoli, ben tre erano giochi da tavolo; probabilmente un chiaro messaggio al concorrente Games Workshop? Certamente, tanto che molte delle illustrazioni vennero commissionate a Paul Bonner uno degli illustratori di Warhammer 40000.

La mossa commerciale non bastò, un altro concorrente stava per sconvolgere il mondo dei giochi da tavolo, nel 1993 uscì un gioco di carte avrebbe cambiato l’intero mercato: Magic the Gathering!

E’ facile immaginare lo scompenso dei produttori della Target games, tutto lo sforzo profuso nel progetto sarebbe andato in fumo; tuttavia il team non si sarebbe scoraggiato.

Difatti nel 1994  a opera di Bryan Winter uscì Doomtrooper, il gioco di carte collezionabili ambientato nel mondo di Mutan Chronicles.

E’ da notare che tutti questi titoli avevano una spiccata componente grafica, principalmente grazie alla mano del già citato Paul Bonner e del nostrano Paolo Parente.

Se fino a qual momento l’ambientazione presentava incongruenze e divergenze, fù con l’uscita del gioco di carte e dei moduli dedicati alle corporazioni che vennero eliminate e si rese l’ambientazione più solida.

Con l’uscita del gioco di carte l’universo di Mutant Chonicles divenne più coerente, sotto il punto di vista grafico divenne più coerente e l’ambientazione venne resa più solida; difatti all’uscita di Mutant R.Y.M.D erano presenti incongruenze e molte ingenuità.

Oltre alla grafica, fu fondamentale promuovere e distribuire il prodotto in maniera capillare, soprattutto in Italia. All’epoca, i negozi specializzati erano presenti solo nelle grandi città, mentre nelle province si trovavano solamente negozi di giocattoli. I punti vendita in franchising, come Games Workshop, sarebbero arrivati più tardi.

La distribuzione e la traduzione dei prodotti Target Games venne gestita dalla Hobby & Work, una società che si occupava della vendita di collezioni in fascicoli tramite il circuito distributivo delle edicole.

Questa mossa si rivelò vincente, si potevano raggiungere tantissimi utenti sparsi in tutta la penisola; la società fece uscire diverse pubblicazioni riguardanti tutti i prodotti Target Games.

Nel 1995 uscirono il gioco di schermaglie Warzone e il videogame Mutant Chronicles – Doom Troopers per Sega Megadrive e Super Nintendo.

La multimedialità del brand continuò nel 1996 con tre romanzi (Luna CityFrenetik e Dementia) e una serie di fumetti intitolata Golgotha.

Invece l’anno successivo si provò a creare un ulteriore gioco di carte collezionabile intitolato Dark Eden, ambientato sulla terra dominata da tribù di mutanti.

Qui si torna alle origini riportando in auge le atmosfere di Mutant, sembrerebbe che la casa editrice voglia chiudere il cerchio tornando all’inizio del franchise.

In tutto questo il gioco di carte Doomtrooper continuo a sfornare espansioni fino a giungere all’ultima collegata a Dark Eden; si tratta di Paradise Lost.

Purtroppo l’ultimo prodotto targato “Target Games” è la seconda edizione di Warzone, l’azienda chiuderà i battenti nel 1999 scorporandosi e disperdendo la propria proprietà intellettuale.

Qui finisce la prima parte della nostra storia, spero a breve di riuscire a scrivere il resto e la conclusione (per ora) di questa travagliata impresa.

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